ultimi articoli dell'autore

Extinct Arte Urbana partecipata a Roma – Monte Cervialto. Ugo Spagnuolo

di Barbara Martusciello

Dopo l’intervento presso la Fermata della Metro A Porta Furba / Quadraro nel 2018 e tutt’oggi ancora visibile, l’artista Ugo Spagnuolo, sempre con il supporto e la cura di Takeawaygallery, torna a realizzare un ampio lavoro partecipato in uno spazio che, nuovamente, da non luogo, di transito, muta attraverso l’Arte e la cooperazione delle persone (del quartiere e non).

Così, i portici del complesso abitativo di Via Monte Cervialto si trasformano in un sito accogliente, qualificato, pieno di stimoli visivi, storici, lirici, sorta di palcoscenico – diverso ma simile nelle intenzioni e nella poetica, a quello reso nella Metropolitana – dove recuperare reminiscenze, identità e produrre immagini significative oltre che accattivanti.

Extinct, questo il titolo dell’operazione, è un esempio virtuoso di Arte Urbana che non si limita a decorare, bensì a dare senso a una raffigurazione e al rapporto con lo spazio attraverso la compartecipazione dei residenti.

È infatti stato previsto e già attuato, per l’esecuzione di un grande intervento pittorico, il coinvolgimento attivo degli allievi del Liceo Artistico A. Frammartino di Monterotondo (Rm) e dei cittadini.

Adeguatamente guidati dall’artista, con l’apporto di Takeawaygallery, l’opera prende corpo grazie a un lavoro collaborativo che non si impone in un territorio bensì vi si inserisce – ma diremmo anzi: vi nasce – in dialogo.

Durante il periodo estivo i partecipanti verranno fotografati assieme al proprio essere vivente d’affezione, che esiste nello stesso habitat – animali domestici, piante – e saranno quindi immortalati nella quotidianità di una scelta, la loro, e di un gesto, dell’artista, altamente simbolico: la chiusura in una bottiglia vuota, sacello protettivo ma anche alveo di evidenziamento; questo elemento è graficizzato e reso bidimensionale, pronto per essere posizionato, con diverse dimensioni, in un’ampia composizione di Street Art.

Il ciclo pittorico – mi si perdoni la generalizzazione – si pone come riflessione su più concetti tra cui quello di affettività e di estinzione. I temi su cui Spagnuolo e i suoi compartecipanti all’opera ragionano sono tutti connessi tra loro: la memoria, la sua perdita e il suo valore in presenza e in assenza; la temporaneità dei legami e allo stesso tempo il loro perdurare anche dopo la loro fine fisica; la fragilità della vita, in ogni sua forma; il pervicace dominio dell’antropocene che oggi, anche alla luce delle tante crisi climatiche e non solo, andrebbe riconsiderato e rimodulato; e la possibilità della convivenza come atto resistenziale, amorevole e vitale.

Chiediamo direttamente all’artista come è nato questo progetto e su quali premesse…

“I portici di via Monte Cervialto sono un’inaspettata isola nella città, un vasto e popolatissimo territorio omogeneo ben delimitato anche architettonicamente, con una storia relativamente recente e un’identità in formazione estremamente interessanti…

Al primo sguardo mi è balzato subito all’occhio il numero elevato di cani con e senza guinzaglio accompagnati dai propri umani; ho pertanto voluto immaginare che questo territorio fosse un ecosistema naturale…”

…non solo urbano, dunque?

“… diciamo una sorta di riserva protetta ma aperta e in cui tutti gli esseri fossero interconnessi: non più solo i cittadini ma inclusivo di tutto ciò che lo riempie e lo anima e quindi che tutta la flora e la fauna presenti concorressero a quel delicato equilibrio vitale.

Da qui l’idea di rendere protagonisti, nei miei consueti vuoti di memoria, i viventi dei Portici e principalmente i cosiddetti animali d’affezione

Con questo intervento intendo commemorare e mettere in atto quella pratica vitale di resistenza all’annientamento e alla morte in un’alleanza tra uomo e altre specie viventi.

La paura concreta di fine della vita in senso stretto si estende ovviamente alla perdita dell’identità, della memoria storica e del significato in senso valoriale dell’esistenza stessa: da qui vuoti di memoria…”

…un titolo emblematico di quella che potremmo chiamare articolata opera/azione in più tappe…?

“…meglio dire una sorta di… macchina poetico-rituale coinvolgente, che catalizza e porta alla luce ogni volontà essenziale di resistenza attraverso la documentazione delle memorie raccolte nella comunità e nel luogo (habitat), dove coabitano, in questo caso più specifico – abbiamo detto – specie diverse; è così che gli animali di affezione diventano protagonisti insieme ai loro compagni umani. uniti, se così si può dire, per la sopravvivenza.

Nel condomino metropolitano, l’uomo contemporaneo ritrova il senso estinto e debella lo spaesamento e la perdita nel rapporto stretto e filiale con gli altri esseri viventi che cura amorevolmente.”

Anche le Associazioni promotrici, attraverso la realizzazione di quest’opera pubblica e relazionale hanno inteso migliorare un anonimo non luogo – per dirla alla Marc Augé – tra i condomini in uno spazio da preservare, riscoprire e reso una sorta di agorà: si spera duratura.

Se l’artista è già al lavoro, nel corso della seconda edizione del Festival Porticiak, che si terrà dal 2 al 7 luglio 2024, con la partecipazione di Carlo Verdone, Matteo Garrone, Filippo Barbagallo, Marco Risi e tanti altri ospiti, il progetto sarà presentato e si raccoglieranno le adesioni per partecipare ai vari Shooting Fotografici che si terranno nei mesi estivi presso la sede del Comitato i Portici di via Monte Cervialto.

A fine 2024 si inaugurerà il ciclo pittorico, ultima fase dell’articolato processo operativo.

L’Arte può quindi davvero rianimare un luogo e una comunità, non semplicemente imbellettando muri e rendendo facile la gentrificazione, ma riqualificando uno spazio attraverso riflessioni importanti che avvicinano le persone e le implicano facendole sentire parte non solo di un territorio di quartiere ma di un progetto esistenziale.

immagine per barbara martusciello
+ ARTICOLI

Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

Una risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *