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Il mondo dell’Arte piange la scomparsa di Pericle Guaglianone. Un ricordo.

Ieri, lunedì, è arrivata la telefonata di Stefano Ciavatta: pensavo volesse parlarmi del suo bel libro (con Luca Galofaro: Roma vietata. Viaggio nella città raggiungibile). Ma la sua voce… mi ha dato una ferale notizia, che per un po’, solo per un po’ conteneva un dubbio, una flebile speranza. Poi no.
Riguardava Pericle, il nostro amico e collega “perennemente in vacanza” – come lo aveva ribattezzato Paolo Di Pasquale –, dall’atteggiamento di un eterno ragazzo di 54 anni, che sembrava sempre appena sceso da un aereo di corsa per arrivare a vedere le mostre, in camicia leggera anche a gennaio, e golfini e maglie slouchy, eterna abbronzatura di un amante del mare e dell’estate (“Dell’inverno salvo solo due cose: i tortellini in brodo e il fatto che non devi stirare. Per il resto la penso come Flaiano: esiste solo l’estate”).

immagine per Pericle Guaglianone
Pericle Guaglianone

Aveva una vita privata riservata rispetto al sua travail alimentaire che conoscevo ma di cui tacevo con tutti, dato che non ne parlava, forse perché in questo lato di sé non lo rappresentava, poiché Pericle Guaglianone era essenzialmente votato alla cultura e all’arte, era una penna saettante proprio in quest’ambito, dimostrando sempre uno sguardo lucido sulla produzione degli artisti e le scelte delle gallerie, una capacità d’ironia e un apparentemente fluttuante distacco con cui riusciva a cogliere in modo sagace controsensi e le falle di un Sistema che conosceva non poco.

Gli si voleva bene, aveva tanti amici, Pericle: compagni di bevute, avventure, ragionamenti intensi – Andrea Romagnoli, Niccolò Fano – il gruppo della Redazione di “Artribune” (su cui pubblicava piuttosto regolarmente) e non solo.

Era facile incontrarlo negli studi degli artisti, oltre che agli opening della vita artistica romana, e spesso ti segnalava questa o quel talento.

Scriveva in modo sempre riconoscibile, intelligente, e anche quando qualcosa di ciò che vedeva e percepiva non lo convinceva, sapeva essere gentile, pur se tagliente e divertente: erano noti i suoi lapidari giudizi che diventavano subito aforismi.

Gran lettore, appassionato di cinema e musica, di auto d’epoca – di cui ammirava il design e il carattere che “oggi è totalmente assente perché tutto banalizzato” – e persino di cartografia e di meteorologia (su questo specifico, tenne per un po’ una strana, geniale rubrica su “Artribune”), Pericle c’era sempre, salvo poi sparire all’improvviso perché aveva conosciuto d’emblée una nuova corteggiata/corteggiatrice, mettendo in pausa brevemente la sua irrequietezza affettiva.

Le sue buche solitamente erano per questi motivi; lo stesso amico Stefano Ciavatta ne sa qualcosa, e lo ha sempre assolto… Ma potevi non perdonarlo?!

Dalla nostra iniziale conoscenza, senza filtri perché nata in vacanza a Ponza con un gruppo affiatato, in una 15na di giorni restati per tutti memorabili, sono passati anni (sarà stato il 1997 o ’98) e quella informale familiarità ha sempre contraddistinto le nostre frequentazioni tra scialacquamenti romani, spritz tardo-pomeridiani, affinità elettive, un comune destino relativo al cognome, il mio e il suo, che sbagliavano tutti spesso (“Martu… che??!”; “Pericle Guaglione”) e poi tra chiacchiere e racconti spesso disarmanti sull’amore, rispetto ai quali io, felicemente accasata da molto, dispensavo consigli e qualche massima; al mio ripetuto, scherzoso: “ma quando metterai la testa a posto?”, giungeva sempre una risposta ridanciana, un po’ guascona, che affermava “…ma del doman non c’è certezza!!” e che oggi pare un macigno di precognizione consapevole. Hai ragione, Pericle, avevi ragione tu: “la vita è un mozzico”.

Pericle Guaglianone ne è andato nella sua stagione preferita da sempre – l’estate, quella calda calda –, in un luogo adorato, il mare – in questo caso quello di Torvaianica (Roma) – in un giorno della settimana ozioso, prediletto, la domenica, questo 12 luglio 2026: in modo inaspettato, precoce, improvviso e ingiusto, per un malore, e ci mancherà moltissimo.

immagine per barbara martusciello
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Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

4 risposte

  1. Spiace tanto anche a me ,lo conobbi nel 2008, e lo invitai nel mio studio di allora,cosa rara, perché da sempre la mia timidezza non mi aiuta a presenziare il mio lavoro..Parlammo un po’,poi mi disse ” io sono certo che a breve ci sarà un ritorno della pittura,non smettere”! Con quel sorriso luminoso! Vorrei salutarlo e dirgli, dove si trova, che a noi delle correnti e delle tendenze ,non importa molto,ma sicuramente uno sguardo che sappia leggere il linguaggio del lavoro,si ci serve! Caro Pericle, grazie! Alessandra

  2. Lo ricordo sempre con affetto, fin dai tempi dell’università, con i suoi argomenti sempre sopra le righe ma dentro l’arte. Un caro ricordo. Ciao Pericle

  3. Ti ho conosciuto nel 2013. Ci siamo sentiti ogni tanto e, negli anni, ci siamo incrociati alcune volte. Mi eri simpatico, ma il nostro ultimo incontro, tra marzo e aprile di quest’anno, è stato diverso. È stato dolce.
    Per la prima volta ti sei aperto con me e ho visto una parte di te che fino ad allora avevi tenuto nascosta. Ho percepito tutta la tua gentilezza e, proprio in quel momento, ti ho voluto un gran bene. È bastato che mi mostrassi il tuo cuore.
    Ricorderò il tuo sorriso, con quella bocca grande che sapeva illuminare il viso.
    Domani comprerò i libri che mi avevi consigliato. Grazie per avermi incoraggiata nei miei ultimi dipinti: ne avevo davvero bisogno. Avrei avuto ancora tanto bisogno di te, della tua intelligenza, della tua sensibilità e del tuo modo di guardare il mondo.
    Ti abbraccio forte e spero che tu abbia trovato quell’isola che sognavi da sempre.
    In memoria tua.

  4. Pericle era un mio collega, non abbiamo mai familiarizzato più di tanto, a parte le chiacchiere d’ufficio, la colazione della mattina o la mensa…lo conoscevo dal 2010, non conoscevo nulla del suo legame con l’arte,se non che fosse laureato in storia dell’arte. Era una persona discreta, riservata e gentile. È proprio vero ci si rende conto di quanto ci manca una persona solamente quando la si perde. Ti immagino sdraiato su di un’isola della tua Grecia. Ciao Pericle.

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