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Piero Gilardi, artista profetico e attivista ecotecnologico

di Barbara Martusciello

Piero Gilardi artista, sperimentatore, attivista, ecologista, attento da sempre alle connessioni tra uomo e natura, tra artificiale e reale, cultura e biologia, se ne è andato la mattina del 5 marzo all’età di ottant’anni a Torino, dove era nato nel 1942.

Maestro dell’Arte Povera e della Land Art, creatore dei paradossali, seminali “tappeti natura” e ”sassi”, ovvero di una visualizzazione di un articolato microcosmo surrogato, sintetico e ideale, incontaminato e brillante davanti al quale la percezione dello spettatore è messa alla prova, come il grado di sopportazione della Natura stessa, Piero Gilardi è stato anche performer (non dimentichiamo il Teatro di strada e l’importanza del collettivo La Comune di Torino, dopo la scissione con Dario Fo nel 1974).

Così, l’artista confermò, in quegli anni, di essere quel movimentista che già si era palesato, in un momento storico – alla metà e poi alla fine dei caldi anni Sessanta – in cui l’arte aveva abbracciato l’impegno e l’azione critica, ribelle: nel suo caso, attraverso una ribollente carica satirica…

Dal rapporto con la scena artistica e culturale internazionale a mostre fondamentali, ai testi scritti, ai ciclostili per le manifestazioni studentesche del 1969, alle maschere e vestiti-scultura carnevaleschi che prendevano di mira Agnelli prima (1987) e Cossiga poi (1997), fino alle pannocchie-animate e parate (O.G.M. Free, 2014 e poi nella protesta all’Expo di Milano, 2015) sino alle azioni no-TAV, Piero Gilardi ha fatto tutto con una lungimiranza e coerenza che lo hanno anche portato a opporsi, a suo modo, al Mercato dell’Arte mainstream.

Visionario e preveggente, eccolo avanguardista tecnologico, dalla prima ora, ad esempio (anni ’80), aperto ai nuovi media che ha piegato al linguaggio dell’arte; ed ecco la sorprendente “Inverosimile” (1989), installazione-ambiente interattiva.

Infine, Piero Gilardi è stato il creatore di un progetto straordinario come il PAV (2008) di Torino, parco e centro d’arte dedicato alla bio-arte e a esperimenti sociali che fondono la pratica artistica con quella rurale, la cultura e la natura…

L’artista si è contraddistinto per un’arte con un carattere e un valore collettivo, partecipato, relazionale (ben prima delle analisi di Nicolas Bourriaud), antropologico, sociale e politico; come bene comune e, in ultima analisi, come movimento transculturale, orizzontale, del pensiero attivo portatore di un possibile (necessario) cambiamento.

Gilardi, come tutti i grandi artisti, è stato profetico; nel suo caso, indagando i danni dell’iperconsumismo e – come, diversamente Joseph Beuys – nella concentrazione sull’habitat naturale, percependo l’avvento e gli oltraggi dell’Antropocene e indicando, ma già molto prima, delle vie alternative per una convivenza felice, una sopravvivenza virtuosa e una (riap)pacificazione.

immagine per barbara martusciello
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Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

Una risposta

  1. Grazie Barbara per il bel ricordo di Piero Gilardi che ho tanto stimato e amato come artista e come teorico di un approccio davvero impegnato all’arte partecipativa e socialmente utile.
    Ti abbraccio,
    Silvia Grandi

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