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Non Correre di Aldo Frezza affronta il tema dell’Alzheimer attraverso immagini e il meccanismo allusivo

Non Correre, di Aldo Frezza, è un libro fotografico commovente e bellissimo che tratta, attraverso un meccanismo visivo di accenni, richiami, rimandi, il tema di una diagnosi terribile che ha a che fare con la memoria e lo smemoramento, con la consapevolezza di sé che via via si allontana, svanisce; con l’essere presenti a se stessi oppure l’esserlo diversamente, con inceppi e interruzioni, con il tempo percepito e quello modificato dal temibile morbo: l’Alzheimer.

Il volume è immagine pura, piena di contenuti sottesi e commoventi e ha meritato nel 2021 il premio Marco Bastianelli per il miglior libro fotografico, nella sezione Opera autoprodotta – libro d’Artista, il Premio Tokyo Fotoawards, assegnazione Bronzo, e la presenza nella Bibliothèque de la MEP – Maison Européenne de la Photographie, nonché un successo editoriale che sta crescendo nel tempo.

Le immagini dominano nel biancore della pagina, che non ingabbia, e “si rapprendono in sequenze isolate e mute, e in parole sconnesse da qualsiasi discorso”; concorrono a far percepire ai lettori qualcosa da immaginare e provare sulla propria pelle, grazie anche all’Editing and layout di Massimo Mastrorillo e Pamela Piscicelli e al design Book di David Mozzetta.

Il volume, dicevamo, sta riscuotendo tanta attenzione e un esito sempre più favorevole che si affiancano, in qualche misura, a una possibile nuova era relativa allo studio e alla cura della patologia (grazie all’approvazione di un farmaco innovativo, ai vantaggi della teleriabilitazione cognitiva, a scoperte di ultima generazione – tra le quali quelle all’Università della California a Irvine -, a modalità di individuazione di una diagnosi precoce e percorsi personalizzati): progressi recenti che, pur se accompagnati da controversie e necessità di ulteriori verifiche e approfondimenti, aprono qualche speranza in più di una maggior conoscenza ed efficacia medica connesse a una patologia terribile che trascina in un calvario pazienti e famiglie.

Frezza, da parte sua, non entra in tali questioni, cercando, invece, di mostrare, con poetica delicatezza e attraverso l’arte visiva, il mondo della dimenticanza, dell’oblio, provando non a svelare il morbo, né qualcosa che la medicina spiega con il proprio specifico linguaggio e che nemmeno le parole riescono a raccontare pienamente, ma alludendo alla funzione mnemonica e alla sua predita che le immagini qui riportano a galla ed eternano, eloquenti più di tanti referti.

immagine per barbara martusciello
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Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

Una risposta

  1. Il libro è toccante, originalissimo in quel modo delicato, rispettoso ma al tempo stesso duro di farci fare un’esperienza che non vorremmo mai fare. Un’esercizio di empatia e sensibilità.

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