Convergenze nel nuovo Palazzo Collicola a Spoleto

In corso a Palazzo Collicola di Spoleto, nella nuova direzione di Marco Tonelli, la mostra Convergenze di Gianfranco Notargiacomo si propone con un generoso confronto tra le sue poderose opere e quelle che dai depositi della galleria Carandente parlavano sommessamente solo perché in mancanza di una platea più aperta, estesa; Notargiacomo l’ha permessa, ed ecco che le sue… divergenze, o meglio divergenze collettive di più generazioni, con svettanti Takète, dialogano con i lavori, tra gli altri, di Alberto Burri, Sadun, Andrea Cascella, Mario Ceroli, Luigi Boille, Vasco Bendini, Eliseo Mattiacci, Concetto Pozzati, Enrico Luzzi, Gianni Asdrubali e Mariano Rossano.

La bella antologica si è trasformata subito in una testimonianza dell’amicizia e della stima tra queste personalità, di un pezzo di cammino insieme e anche in una porzione italianissima di Storia dell’Arte. Ci racconta meglio la genesi di tale progetto lo stesso artista, Notargiacomo; di seguito il suo appassionato contributo:

Una mostra è una mostra è una mostra.

Invitato a esporre nella prestigiosa Galleria Carandente in Palazzo Collicola, da Marco Tonelli nuovo direttore, ho aderito con entusiasmo e ho visitato quegli spazi stressati dal terremoto del 2016, messi in sicurezza sì, ma con i segni evidenti di quel sisma. Bisognava ricominciare: ridare vita a quelle magnifiche sale.

Con Marco abbiamo pensato di riproporre quella mostra che nel ’71, alla galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis, a Roma, fu per me l’inizio di tutto: il titolo era Le nostre divergenze. Duecento piccoli omìni di plastilina colorata, Pongo, occupavano protagonisti la sala, osservando gli osservatori. La mostra fu poi riproposta dopo anni, anzi decenni, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e in altri spazi pubblici. Ma anche un’altra mostra è stata per me un inizio, l’inizio del mio ritorno alla pittura, già presente nei tentativi dei primi anni ’70 e manifestatosi con forza attraverso la scultura dipinta alla fine di quegli anni: nel ’79, con la mostra Takète o della Scultura alla galleria La Salita di Giantomaso Liverani (Roma).

Nelle sale di Palazzo Collicola, gli omìni e i Takète hanno trovato la loro convergenza. Ma a dare una vera svolta, un ulteriore inizio, è stata la visita ai depositi della galleria. Lì, sulle grate metalliche o in terra, erano conservate le opere non in esposizione.

Ho ritrovato una parte della mia vita: c’era Burri, che mi diede stupore quando bambino, accompagnato alla quadriennale, vidi i suoi grandi rossi e i grandi neri, Sadun, il mio Direttore all’Accademia de L’Aquila, quando fui chiamato giovanissimo, dove diventai amico dei grandi Andrea Cascella e Mario Ceroli, Boille straordinario artista mio amico, Pace un pezzo di storia, Bendini che mi stupì nelle mie prime visite nelle gallerie d’avanguardia, i miei amici Mattiacci, Pozzati; Enrico Luzzi, i più giovani di me, ma miei compagni di strada, Asdrubali e Rossano. Poi altri artisti a me familiari. Purtroppo non c’era Emilio Vedova, ma nella mostra è come se ci fosse, perché è davvero sempre presente.

Ho pensato di far parlare gli omìni e i Takète con le opere che dal deposito non avrebbero potuto rispondere e realizzare un’antologica dell’amicizia e della stima. Il titolo è Convergenze.

Una mostra è una mostra una mostra come una rosa è una rosa è una rosa.

Info mostra

  • Convergenze. Notargiacomo e la collezione della GAM di Spoleto
  • A cura di Marco Tonelli
  • 14 Dicembre 2019 – 8 Marzo 2020
  • Galleria d’Arte Moderna “G. Carandente – PALAZZO COLLICOLA
  •  Piazza Collicola, 1, 06049 Spoleto PG
  • contatti:  0743 46434
  • Orari: dal 27 ottobre al 28 marzo, dal giovedì al lunedì, h 10:30 – 13:00 / 15:00 – 17:30. Chiuso martedì, mercoledì; chiuso 01 gennaio e 25 dicembre
  • www.palazzocollicola.itwww.notargiacomo.com

 

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello è Storico e Critico d’arte, curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali e docente. Ha collaborato con riviste di settore, con i quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", il settimanale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente con altri quotidiani ("Il Manifesto", "Gli Altri") e periodici ("Time Out" - Italia"); è stata parte attiva nel progetto che ha dato vita, a metà anni '90, della prima rivista via fax di Arte ("Artel") e di Architettura ("Architel") e scrive regolarmente di Arti visive e cultura. Ha avuto la direzione artistica di spazi privati e gallerie; ha curato centinaia di cataloghi e di mostre in spazi pubblici e privati, attività che svolge tutt’ora. Docente di Storia dell’Arte e di Storia della Fotografia in diversi Istituti Superiori, è stata titolare di moduli didattici di Storia delle Arti Visive (Scuola Romana di Fotografia; Istituto Superiore di Fotografia e Comuniczione Integrata; Università del Design Istituto Quasar; etc.). E' stata ed è divulgatrice anche attraverso Master (Istituto Europo del Designa; Università Europea), Giornate di Studio (Università di Roma La Sapienza; Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma) e convegni, seminari, workshop, conversazioni. Tra questi: per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale nell’ambito di Racconti di Storia dell'Arte; per il FAI nell’ambito di Visti da Vicino; per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nell'ambito di L'artista, L'Opera, Il Museo; per Roma Design Lab (Creatività e Rigenerazione urbana: scenari nazionali e internazionali, casi di studio - Riconoscimento 3 C. F. dall'Ordine degli Architetti di Roma). Ha scritto alcuni libri e suoi saggi sono nei più recenti volumi "Le grandi pittrici nei secoli d’oro dell’arte – Un affascinante viaggio attraverso tre secoli di pittura al femminile" Keidos, Roma, 2018; "Guerra e Architettura" di Lebbeus Wood e "Ricostruire la moda italiana" di Nicola White (entrambi di Deleyva edit.); suoi testi critici aprono i libri fotografici "Sogni d'Acqua. Lungo il Mekong", Electa-Mondadori ediz., 2014 e “Finding Homer”, PostCart 2015. Ha ideato e curato la prima edizione del Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell'ambito di MurgiAMO (2014) e ha collaborato con Roma Design Lab 2014, piattaforma tra istituzioni e privati dedicata al Design, all'Architettura, alla Creatività e alla rigenerazione urbana: per entrambe, art a part of cult(ure) è stata Mediapartner. Ha collaborato e collabora con vari webmagazine e piattaforme culturali (MyWhere; Rotarian Gourmet; Roma on the Road), cura attività didattiche e culturali all’interno di artapartEvents. Membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano, ora in rimodulazione, ha avuto incarico nel MUSAP-Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara) per cui ha seguito l'area dell'Arte Visiva Contemporanea e ha curato mostre tra cui "Arazzeria Pennese-La contemporaneità del basso liccio", con importanti artisti contemporanei, MACRO, Roma, 2017. Responsabile del settore Arti Visive allo spazio polifunzionale e StartUp Howtan Space Roma per il quale cura serie di mostre fotografiche, ha recentemente curato una prima mostra con cui ha inaugurato per la prima volta in assoluto la sala espositiva della magnifica Stazione FI Napoli Afragola di Zaha Hadid.
E' Cofondatrice e Editor-in-Chief del webmagazine "artapartofcult(ure)"

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