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Yoan Capote. Il Rumore Bianco che ci riguarda tutti

di Barbara Martusciello

Yoan Capote è cubano (classe 1977 è nato a Pinar del Río, vive tra Cuba e Madrid): questa localizzazione geografica ci aiuta a leggere correttamente il suo lavoro, che qui tratta del mare, non come paesaggio accattivante, protagonista luminoso, ma con le sue derive – è questo il termine consono! – incerte, minacciose.

Un soggetto che proprio a quelle latitudini e longitudini si rivela un confine chiuso, oggi più che mai: anche ideologicamente e socialmente; un luogo simbolico e reale, territorio fluido di migrazioni e tragedie, queste purtroppo anche varcando le acque di Cuba, cioè guardando a quel che accade in molte aree del mondo.

Non è un caso che tante delle sue opere qui in mostra alla Galleria Continua di San Gimignano sembrino quadri figurativi, seppur con veemenza materica e carattere espressionistico, e si configurino invece fatti con vetri taglienti, pericolosi, che fuoriescono dalla superficie pittorica che contribuiscono a costruire appositamente; e che le sue installazioni di reti leggere, percorse dalle orme-sculture dei suoi conterranei – quindi con intento partecipativo – si rivelino realizzate con ami aguzzi, ostili.

Una ricerca, questa di Capote, che parla di umanità e politica, di restare connessi, empatici e umani; che richiama l’alienazione e il confinamento interiore ed esterno, personale e soprattutto collettivo, di individui e popoli.

Una complessità tematica a cui le opere non si riferiscono direttamente ma alludendovi attraverso pratiche coinvolgenti, forme e materiali acuminati od oggetti dall’uso impossibile (come un inginocchiatoio con rocce, reso quindi non solo inservibile ma tortura, ad esempio, o lame e seghe; schegge…).

L’artista ci consegna un ciclo quasi epico che lancia un “grido silenziato”, un “lamento soffocato” come quel Ruido Blanco (Rumore Bianco) che dà il titolo all’esposizione e che pensiamo non ci riguardi poi troppo direttamente ma che invece, al contrario, ci comprende e ci rende responsabili e connessi tutti, in un modo o nell’altro…

 

immagine per Yoan Capote - Ruido Blanco -Galleria Continua San Gimignano, 2026 -ph. Barbara Martusciello
Yoan Capote – Ruido Blanco -Galleria Continua San Gimignano, 2026 -ph. Barbara Martusciello
immagine per Yoan Capote - Ruido Blanco -Galleria Continua San Gimignano, 2026 -ph. Barbara Martusciello
Yoan Capote – Ruido Blanco -Galleria Continua San Gimignano, 2026 -ph. Barbara Martusciello
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Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

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