Marisa Merz. R.I.P.

Marisa Merz (Torino, 1926 – Torino, 19 luglio 2019) 

«Quel che bisogna misurare non è la dimensione della tela, ma è la propria memoria. L’arte è una cosa mentale».
Marisa Merz

«Non c’è mai stata alcuna divisione tra la mia vita e il mio lavoro».
Marisa Merz

«A me non interessa né il potere né la carriera, m’interessano soltanto io e il mondo. Posso fare poco. Pochissimo».
Marisa Merz, su “Bit”, rivista, 1968

«Quando gli occhi sono chiusi, gli occhi sono straordinariamente aperti»
Marisa Merz, titolo della  sua mostra alla galleria L’Attico, Roma, 1974

«Quest’opera esisteva già prima di essere fatta perché l’umanità è antica»
Marisa Merz, Poesia senza titolo, 1978

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello è Storico e Critico d’arte, curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali e docente. Ha collaborato con riviste di settore, con i quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", il settimanale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente con altri quotidiani ("Il Manifesto", "Gli Altri") e periodici ("Time Out" - Italia"); è stata parte attiva nel progetto che ha dato vita, a metà anni '90, della prima rivista via fax di Arte ("Artel") e di Architettura ("Architel") e scrive regolarmente di Arti visive e cultura. Ha avuto la direzione artistica di spazi privati e gallerie; ha curato centinaia di cataloghi e di mostre in spazi pubblici e privati, attività che svolge tutt’ora. Docente di Storia dell’Arte e di Storia della Fotografia in diversi Istituti Superiori, è stata titolare di moduli didattici di Storia delle Arti Visive (Scuola Romana di Fotografia; Istituto Superiore di Fotografia e Comuniczione Integrata; Università del Design Istituto Quasar; etc.). E' stata ed è divulgatrice anche attraverso Master (Istituto Europo del Designa; Università Europea), Giornate di Studio (Università di Roma La Sapienza; Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma) e convegni, seminari, workshop, conversazioni. Tra questi: per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale nell’ambito di Racconti di Storia dell'Arte; per il FAI nell’ambito di Visti da Vicino; per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nell'ambito di L'artista, L'Opera, Il Museo; per Roma Design Lab (Creatività e Rigenerazione urbana: scenari nazionali e internazionali, casi di studio - Riconoscimento 3 C. F. dall'Ordine degli Architetti di Roma). Ha scritto alcuni libri e suoi saggi sono nei più recenti volumi "Le grandi pittrici nei secoli d’oro dell’arte – Un affascinante viaggio attraverso tre secoli di pittura al femminile" Keidos, Roma, 2018; "Guerra e Architettura" di Lebbeus Wood e "Ricostruire la moda italiana" di Nicola White (entrambi di Deleyva edit.); suoi testi critici aprono i libri fotografici "Sogni d'Acqua. Lungo il Mekong", Electa-Mondadori ediz., 2014 e “Finding Homer”, PostCart 2015. Ha ideato e curato la prima edizione del Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell'ambito di MurgiAMO (2014) e ha collaborato con Roma Design Lab 2014, piattaforma tra istituzioni e privati dedicata al Design, all'Architettura, alla Creatività e alla rigenerazione urbana: per entrambe, art a part of cult(ure) è stata Mediapartner. Ha collaborato e collabora con vari webmagazine e piattaforme culturali (MyWhere; Rotarian Gourmet; Roma on the Road), cura attività didattiche e culturali all’interno di artapartEvents. Membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano, ora in rimodulazione, ha avuto incarico nel MUSAP-Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara) per cui ha seguito l'area dell'Arte Visiva Contemporanea e ha curato mostre tra cui "Arazzeria Pennese-La contemporaneità del basso liccio", con importanti artisti contemporanei, MACRO, Roma, 2017. Responsabile del settore Arti Visive allo spazio polifunzionale e StartUp Howtan Space Roma per il quale cura serie di mostre fotografiche, ha recentemente curato una prima mostra con cui ha inaugurato per la prima volta in assoluto la sala espositiva della magnifica Stazione FI Napoli Afragola di Zaha Hadid.
E' Cofondatrice e Editor-in-Chief del webmagazine "artapartofcult(ure)"

1 commento

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  • La frase di Marisa «Quel che bisogna misurare non è la dimensione della tela, ma è la propria memoria. L’arte è una cosa mentale» è indicativa del genocidio artistico italiano in atto operato dai popoli anglofoni con il collaborazionismo delle prezzolate classi “intellettuali”. Perché? Perché la mente pensa in una lingua, la mente dell’Arte plurisecolare italiana pensava e pensa in italiano e in italiano antico (latino). Oggi vedere il tripudio di giovani artisti geograficamente italiani ma senza memoria della propria storia, ormai assimilati e omologati (il peggior epiteto per Pasolini) all’anglofono Impero delle Menti è questa sì la morte dell’Arte, dell’Arte italiana e segna l’insignificanza dell’essere artista in Italia.
    Tra UK e USA i Patti per il nuovo Impero anglofono delle Menti viene evocato da Churchill ad Harvard il 6 settembre 1943, qui in 40 secondi di documento storico: https://youtu.be/3ZLzTIu6sbg