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Regina. Sperimentatrice geniale. Non solo Futurismo. L’avanguardismo curioso di Regina Bracci.

di Barbara Martusciello

Regina. Sperimentatrice geniale. Mai miglior titolo di mostra è tanto calzante come questo dedicato, al Castello Sforzesco di Vigevano, sede del Museo Archeologico Nazionale della Lomellina MANLo (Pavia) a Regina Cassolo (Mede Lomellina, 1894 – Milano, 1974), una delle figure più originali del panorama artistico italiano del Novecento e a lungo sottostimata anche nella considerazione degli Storici del Futurismo.

immagine per Regina Cassolo in mostra al Castello Sforzesco di Vigevano - MANLo (Pavia)
Regina Cassolo in mostra al Castello Sforzesco di Vigevano – MANLo (Pavia)

Se così non è più, con una costante attenzione negli ultimi anni, lo dobbiamo al lavoro di ricercatori di settore, critici d’arte, musei, collezionisti e galleria che hanno fatto conoscere e riposizionato nel Sistema e Mercato dell’Arte questa donna straordinaria e artista futurista degli anni Trenta e, negli anni Cinquanta, poi impegnata nel Movimento Arte Concreta (MAC).

Alla sua riscoperta ha contribuito anche Lea Vergine. A lei dobbiamo il seminale L’altra metà dell’Avanguardia 1910-1940. Pittrici e scultrici nei movimenti delle avanguardie storiche (le mostre: 14 febbraio – 18 maggio 1980, Palazzo Reale di Milano; 3 luglio – 8 agosto 1980, Palazzo delle Esposizioni, Roma; 4 febbraio – 10 maggio 1981, Kulturhuset di Stoccolma – con l’aggiunta di alcune opere) e il connesso libro-catalogo di quella che fu la più ampia panoramica e presa di posizione critica relativa alla Storia dell’Arte di genere, e in cui Regina Cassolo aveva il suo posto importante tra circa 100 artiste raccontate e mostrate in modo eccellente e pionieristico.

immagine per Regina Cassolo sul Lago di Como su una moto e futurista, vestita Thayaht
Regina Cassolo sul Lago di Como su una moto e futurista, vestita Thayaht

Precedentemente, in un mondo di artisti uomini, come anche il marito pittore Luigi Bracchi, sposato nel 1921, e in un’Avanguardia maschiocentrica (con rare eccezioni), fu Edoardo Persico della Galleria del Milione uno dei primi sostenitori di Cassolo, che ebbe dalla sua anche André Breton e proposte contrattuali internazionali del calibro di Léonce Rosenberg, controverso e disinvolto, ma illuminato mercante d’arte, gallerista e scopritore di talenti, amico di gran parte dell’intellighènzia artistica e culturale a Parigi, e che nel 1937 la conobbe e decise di esporla e seguirla, cosa che fu rimandata e poi si perse nel tempo perchè l’artista volle tornare in Italia.

Ma i suoi contatti parigini non si esaurirono tanto che ne tenne di strettissimi con la direzione del gruppo francese Espace (1951) mentre nel frattempo, già apprezzata da Fillia e dall’amico Bruno Munari, dopo l’impegno nel Futurismo, fu da lui sollecitata ad entrare nel Movimento dell’Arte Concreta (1948).

La sua vis sperimentale e la curiosità per i materiali la porteranno nel gennaio 1952 all’invito alla mostra Materie plastiche in forme concrete, a Milano presso la Saletta dell’Elicottero, con, tra gli altri, Munari, Lucio Fontana, Mario Nigro, Gillo Dorfles, Gianni Monnet, Atanasio Soldati.

La sua produzione è fatta di tridimensionalità molto particolare, leggera, quasi a incastri, che dematerializza la scultura, creata da uso di elementi inconsueti come lamiere, fil di ferro, plexiglas, acetato, vetro e rodovetro e con un’indagine sulle forme, la composizione e il rapporto vuoto/pieno.

Scultura concreta (Fiore a tre petali) 1949-50 Gesso cm 38 × 41 × 13

La sua figurazione non è riproduttiva ma costruttiva di modernità, idea di movimento e leggerezza, sentore meccanico e via via di essenzialità astratta e concreta, fino all’attenzione per la natura, per… gli astronauti e portando anche avanti un’indagine verbivisiva (collage e disegni sul tema del suono delle campane, nel 1963, o nei successivi lavori di graficizzazione del linguaggio dei canarrini, nel 1967) e una certa attitudine persino pre-cinetica.

Affermerà:

“Sono sempre stata all’avanguardia, almeno come pensiero; fin da bambina avevo tanta fiducia nel progresso, da essere convinta di non morire più! Ancora oggi la speranza rimane”. (in: Vanni Scheiwiller, Regina, in Arte moderna italiana, n°60, Milano, All’insegna del Pesce d’Oro, 1971).

Curiosa e forte, capace di rinunce e di instancabile tenacia, non accettava compromessi, Regina (come ha ricordato Scheiwiller); le sue sperimentazioni l’hanno portata spesso a prove che, se non la convincevano, venivano distrutte (di alcune ci restano delle descrizioni illuminanti) ed è per questo che la sua produzione non è vasta come avrebbe potuto.

Ora, successivamente a rilevanti attestati di merito che il lavoro di Cassolo ha avuto in tempi più moderni, e che le hanno valso una giusta luce orientata verso il suo lavoro – prima l’acquisizione di un gran numero di opere da parte del Centre Pompidou di Parigi nel 2001, lo stesso anno della prima ampia retrospettiva museale italiana alla GAMeC di Bergamo e la fondazione di un’Associazione a lei intitolata (Archivio Regina Cassolo Bracchi); poi la presenza nel 2022 alla 59. Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia e alla collettiva Mujeres de la Abstracción al Museo Guggenheim di Bilbao (22 ottobre 2021 – 27 febbraio: in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi)  – ebbene: la Direzione regionale Musei nazionali Lombardia presenta una sua grande esposizione. Questa si prospetta come un evento di enorme portata, data la presenza di 108 opere, tra le quali 41 sculture e oltre 60 tra disegni e collage e dato che avrà una durata di ben tre anni, fino al 2029, negli spazi rinnovati del Castello Sforzesco di Vigevano, sede del MANLo. 

Anche questa è una notizia poiché la struttura è stata restaurata per quasi 300.000 euro e quindi aperto al pubblico con questo allestimento che mira a restituire al pubblico, oltre un sito museale, la modernità di una delle voci più originali del panorama artistico del Novecento. Un bel traguardo, come conferma il Direttore dei musei statali lombardi Rosario Maria Anzalone:

«È con grande soddisfazioneche giungiamo all’inaugurazione di questa importante esposizione nei rinnovati ambienti del primo piano del MANLo a Vigevano.

Il lungo percorso progettuale, avviato nel 2024 con l’accordo di comodato delle opere con il Comune di Mede e la riqualificazione degli spazi nello straordinario complesso sforzesco, trova così il suo più naturale compimento.

Ringrazio di cuore istituzioni e persone per l’alacre lavoro di questi anni, orientato a offrire al pubblico un racconto ricco e sfaccettato di un artista speciale: Regina. Sperimentatrice geniale costituisce una concreta occasione di rilancio per un museo sul quale stiamo investendo con la volontà di supportare la comunità lomellina.».

Il progetto, a cura della Direttrice del Museo Stefania Bossi con Valentina Cane e Michele Tavola e con il contributo di un comitato scientifico, ha strutturato un percorso espositivo è articolato in quattro sezioni tematiche:

  • Regina in breve, come introduzione alla vita e alla carriera dell’artista, dalla formazione accademica ai primi tentativi di emancipazione artistica, fino agli sviluppi maturi dell’astrazione;
  • I materiali di Regina che approfondisce la tensione costante tra radici classiche e ricerca sperimentale che si evince attraverso l’utilizzo innovativo dei materiali;
  • Il Futurismo secondo Regina, ovvero l’adesione al movimento con una declinazione personale e indipendente che vede l’uso dell’alluminio al centro della sperimentazione;
  • Regina e la natura: la ricerca della sintesi attraverso gli erbari.

Obiettivo dell’iniziativa è quindi quello di evidenziare la cultura artistica maturata da Regina nelle diverse fasi evolutive della sua carriera, ricostruendone le esperienze a partire dalla formazione accademica fino agli sviluppi più moderni dovuti all’incontro con le avanguardie, rielaborate con intelligenza e originalità. Afferma infatti la stessa Direttrice Stefania Bossi:

«Il progetto scientifico di questa esposizione ha cercato di restituire la complessità di un’artista di respiro internazionale originaria della Lomellina, proseguendo l’importante e doveroso percorso di riscoperta critica degli ultimi decenni.

Il titolo scelto Sperimentatrice geniale, tratto da un’espressione della critica Lea Vergine, vuole sottolineare la capacità dell’artista di inventare ogni volta un modo nuovo di fare scultura ed è una sorta di invito a lasciarsi condurre nella mente creativa di Regina anche attraverso le citazioni tratte dai suoi taccuini e apprezzare come la scultura può diventare leggera, mobile, visionaria.

Un ricco calendario di incontri e laboratori per scuole, adulti e famiglie permetterà di approfondirne la conoscenza e apprezzare la libertà e l’indipendenza che ha sempre caratterizzato il suo operato».

Anche a New York possono constatarlo con mano: è stata infatti appena inaugurata al New Museum la mostra New Humans: Memories of the Future dove un posto è riservato a L’amante dell’aviatore (1935) volata negli States per quest’occasione e inserita nella sezione Authomatic Women, insieme con artiste coeve come Giannina Censi, Benedetta, Rosa Rosà. Valentine de Saint-Point, ma anche Man Ray e Max Ernst.

L’opera sarà ricollocata all’interno della mostra vigevanese a fine agosto 2026, quando chiuderà l’esposizione newyorkese.

Informazioni: Regina. Sperimentatrice geniale

  • Castello Sforzesco di Vigevano – Museo Archeologico Nazionale della Lomellina (MANLo)
  • Piazza Ducale, 20, Vigevano (Pavia)
  • Da lunedì a venerdì
  • Tel: +39 0381 72940
  • drm-lom.archeovigevano@cultura.gov.it
immagine per barbara martusciello
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Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

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