Arte Compressa #76. Nuove aperture veneziane: Akka Project porta l’Africa in Italia e propone un dialogo

Akka Project, che ha già un’esperienza internazionale di quattro anni, passati nel tempio del lusso-Dubai, si è, dagli esordi, occupata di promuovere e diffondere un’arte contemporanea ancora troppo poco conosciuta e valorizzata persino dai mercati culturali, solitamente attentissimi alle novità e a ciò che vale anche a livello commerciale.

Stiamo parlando di Arte Africana – con le maiuscole – che la galleria tratta attraverso “un fitto programma di mostre ed eventi”, con una “forte passione per il lavoro degli artisti” che l’ha portata a “supportare una serie di nuove produzioni, con la volontà di finanziare progetti culturali meritevoli che incentivino i giovani artisti a seguire il loro percorso.”

Quindi, dopo Dubai, è la volta di Venezia, dove la galleria ha deciso di aprire una nuova sede; perché proprio qui?

Perchè Venezia è città internazionale e globalmente “riconosciuta per il suo valore artistico”.

Dunque da Dubai a Venezia; e qual è la mission della galleria in Italia?

Quella di “consolidare il legame tra l’Africa, il Medio Oriente e l’Europa.”

Dio sa se oggi ne abbiamo bisogno! E come sempre, a ciò possono contribuire la Cultura e le Arti, capaci di erigere ponti percorribili, dialoghi possibili…

Infatti, la politica culturale della galleria è proprio quella “di instaurare un dialogo costruttivo” e analizzare e proporre “nuove linee di ricerca tra differenti culture”.

Questo l’humus fertile alla base di Masquerada, la mostra d’esordio veneziano: con gli artisti Leonce Rafael Agbodjelou e Teddy Mitchener. Già presenti in numerose collezioni, tra le quali la Collezione Pigozzi di Ginevra – specializzatasi proprio in arte africana – gli artisti presenteranno un ciclo di lavori incentrato sul concetto di maschera. Molto pirandelliano…

“Il termine maschera, proveniente probabilmente dall’arabo maskharah, significa caricatura, beffa’ e compare – anche se con modalità e significati differenti – all’interno di diverse culture e aree geografiche.
La città lagunare è da sempre conosciuta per la storia delle sue maschere e dei suoi costumi: indossando la maschera si entra a far parte di una grande illusione collettiva nella quale l’identità, il sesso e la classe sociale si mischiano e si perdono aprendo le porte a libertà e trasgressioni. A differenza di queste, le maschere della tradizione africana non rappresentano qualcosa di realistico o verosimile ma sono la concreta presenza di un determinato spirito, fulcro di un incontro sociale in cui, tra danze e costumi fantastici, si mostra onore e riverenza alla visita degli spiriti che vengono invitati a entrare nel corpo della persona che indossa la maschera.”

Dunque, in Masquerada gli artisti esplorano il ruolo della maschera all’interno della loro cultura servendosi di media differenti.

“Leonce Raphael Agbodjelou fotografa magistralmente le Masqueradas del Benin riflettendo sull’ornamento rituale e la spiritualità del mascheramento a contatto con i processi di cambiamento in atto, mentre Teddy Mitchener reinterpreta in chiave contemporanea le maschere tradizionali investigando la lenta ed inevitabile scomparsa di rituali e tradizioni nelle realtà africane.”

Info mostra

  • MASQUERADA | Leonce Rafael Agbodjelou, Teddy Mitchener
  • 21 febbraio 2019: inaugurazione
  • Fino al 4 aprile
  • Akka Project
  • sede italiana: Calle de La Verona 3659/A, San Marco, Venezia
  • Orari: Mercoledì / domenica 11:00 – 18:00 o su appuntamento
  • +39 348 922 3881; +39 3473834943
  • www.akkaproject.com
  • DUBAI – UAE: Warehouse 8 – First Al Khail Road | Al Quoz 1 – +971 58 5576369
Barbara Martusciello

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello è Storico e Critico d’arte, curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali e docente. Ha collaborato con riviste di settore, con i quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", il settimanale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente con altri quotidiani ("Il Manifesto", "Gli Altri") e periodici ("Time Out" - Italia"); è stata parte attiva nel progetto che ha dato vita, a metà anni '90, della prima rivista via fax di Arte ("Artel") e di Architettura ("Architel") e scrive regolarmente di Arti visive e cultura. Ha avuto la direzione artistica di spazi privati e gallerie; ha curato centinaia di cataloghi e di mostre in spazi pubblici e privati, attività che svolge tutt’ora. Docente di Storia dell’Arte e di Storia della Fotografia in diversi Istituti Superiori, è stata titolare di moduli didattici di Storia delle Arti Visive (Scuola Romana di Fotografia; Istituto Superiore di Fotografia e Comuniczione Integrata; Università del Design Istituto Quasar; etc.). E' stata ed è divulgatrice anche attraverso Master (Istituto Europo del Designa; Università Europea), Giornate di Studio (Università di Roma La Sapienza; Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma) e convegni, seminari, workshop, conversazioni. Tra questi: per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale nell’ambito di Racconti di Storia dell'Arte; per il FAI nell’ambito di Visti da Vicino; per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nell'ambito di L'artista, L'Opera, Il Museo; per Roma Design Lab (Creatività e Rigenerazione urbana: scenari nazionali e internazionali, casi di studio - Riconoscimento 3 C. F. dall'Ordine degli Architetti di Roma). Ha scritto alcuni libri e suoi saggi sono nei più recenti volumi "Le grandi pittrici nei secoli d’oro dell’arte – Un affascinante viaggio attraverso tre secoli di pittura al femminile" Keidos, Roma, 2018; "Guerra e Architettura" di Lebbeus Wood e "Ricostruire la moda italiana" di Nicola White (entrambi di Deleyva edit.); suoi testi critici aprono i libri fotografici "Sogni d'Acqua. Lungo il Mekong", Electa-Mondadori ediz., 2014 e “Finding Homer”, PostCart 2015. Ha ideato e curato la prima edizione del Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell'ambito di MurgiAMO (2014) e ha collaborato con Roma Design Lab 2014, piattaforma tra istituzioni e privati dedicata al Design, all'Architettura, alla Creatività e alla rigenerazione urbana: per entrambe, art a part of cult(ure) è stata Mediapartner. Ha collaborato e collabora con vari webmagazine e piattaforme culturali (MyWhere; Rotarian Gourmet; Roma on the Road), cura attività didattiche e culturali all’interno di artapartEvents. Membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano, ora in rimodulazione, ha avuto incarico nel MUSAP-Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara) per cui ha seguito l'area dell'Arte Visiva Contemporanea e ha curato mostre tra cui "Arazzeria Pennese-La contemporaneità del basso liccio", con importanti artisti contemporanei, MACRO, Roma, 2017. Responsabile del settore Arti Visive allo spazio polifunzionale e StartUp Howtan Space Roma per il quale cura serie di mostre fotografiche, ha recentemente curato una prima mostra con cui ha inaugurato per la prima volta in assoluto la sala espositiva della magnifica Stazione FI Napoli Afragola di Zaha Hadid.
E' Cofondatrice e Editor-in-Chief del webmagazine "artapartofcult(ure)"

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