The Aeronauts. Un film sulla grandezza della ricerca scientifica, della Natura, dell’Infinito

The Aeronauts, film del 2019 scritto e diretto da Tom Harper e prodotto da Amazon, interpretato da Felicity Jones, dal bravissimo Eddie Redmayne, da Himesh Patel e Tom Courtenay, narra, in modo assai riveduto e corretto, la storia vera di James Glaisher, pioniere della meteorologia (allora ancora non riconosciuta come Scienza) che, con Henry Tracey Coxwell, aeronauta navigato, il 5 settembre del 1862 fece un volo in mongolfiera a ben 7 miglia di altitudine.

A quel tempo fu il pallone lanciato più in alto di tutti, rischiosamente. I due uomini ebbero, infatti, notevoli difficoltà a respirare a quell’altitudine, con il gelo quasi mortale lì sopra, e patirono enormi difficoltà nel districare un cavo usato per rilasciare gas e iniziare la discesa…

Il film, che vira verso una messa in scena quasi teatrale a due, all’interno della mongolfiera e del suo innalzarsi, mostra, con tono romanzato, il corpo a corpo dell’essere umano con la Natura, amica ma severa, e con le sue leggi – ancora in massima parte allora sconosciute – e della sfida, di fatto per superare i propri limiti che a quel tempo erano davvero troppo rigidi e spesso insensatamente imposti e autoimposti. Ma è anche il racconto delle innovazioni tecniche, delle innumerevoli scoperte scientifiche legate a quest’impresa epica, oltre che a un secolo di grandi rivoluzioni della ricerca e del Sapere, ed è, insomma, un tributo al progresso della conoscenza.

Sin qui la fedeltà alla Storia è rispettata. Ma nel film è  inserito un personaggio femminile – di nome Amelia, forse omaggio all’avventurosa pilota Amelia Earhart – al posto del socio originale dell’impresa, Henry, scegliendo quindi di tratteggiare un esempio femminile di tutte quelle donne protofemministe, ovvero che non si accontentarono di accudire gli uomini, guardandoli godere della propria autonomia, seguire i propri sogni, studiare, avere accesso a tutto, ma vollero agire per la propria libertà e l’autoaffermazione.

Un film interessante e godbile, pur se contenente alcune americanate (ovvero: esagerazioni narrative e d’effetto tipiche delle produzioni americane) che ci potevano risparmiare, che ha saputo ricostruire l’entusiasmo pionieristico di quei tempi e di quell’avventura e restituirci la meravigliosa, silente bellezza mozzafiato del cielo così in alto, tra Natura ed Infinito.

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello, laureata in Storia dell’Arte all’Università di Roma La Sapienza, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha avuto Cattedre in Storia della Fotografia e Storia delle Arti Visive, ha ideato e curato alcuni Master in Managment Culturale, Corsi di Storia dell’Arte e Conversazioni sull’Arte a teatro.
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, occupandosi, già negli anni Novanta, di contaminazione linguistica, di Arte e artisti protagonisti della sperimentazione anni Sessanta a Roma, di Street Art, di Fotografia, di artisti emergenti e di produzione meno mainstream.
Ha redatto e scritto centinaia di cataloghi d’arte e saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha scritto saggi e firmato alcuni libri tra i quali tra i quali "Osservatorio: Sistema dell'Arte in Italia e situazione a Roma" (artapartofculture ediz., Roma, 2009), che ha fatto un interessante punto sulla situazione del mercato dell’arte nella Capitale e nel sistema fieristico, e l’originale "Arte & successo" (Maretti Publ., Cesena, 2002), che ha aperto la strada a trattazioni sull’argomento. Suoi saggi sono contenuti in molti libri tra i quali: A.A.V.V., “Renato Mambor. Studi intorno alle opere, la performance, il teatro" (ed. la Sapienza, Universitary Press, Roma, 2018 - dalla Giornata di Studi all'Università La Sapienza, Roma, novembre 2015); "Confine 1 - Storia di luci e ombre" (Lithos, Roma, 2018), volume fotografico presentato al MAXXI di Roma in occasione del 40° Anniversario della Legge 18/1978 detta Basaglia; altri saggi aprono: "Le grandi pittrici nei secoli d’oro dell’arte – Un affascinante viaggio attraverso tre secoli di pittura al femminile” (di Bruno Iovannitti, Keidos, Roma, 2018); "Guerra e Architettura" (di Lebbeus Wood, Deleyva edit., Roma/Milano); "Ricostruire la moda italiana" (di Nicola White, Deleyva edit., Roma/Milano); un suo saggio apre e sostiene il libro fotografico "Sogni d'Acqua. Lungo il Mekong" (Electa-Mondadori ediz., 2014) e altri testi aprono cataloghi e altri volumi tra i quali il libro fotografico “Finding Homer” (PostCart 2015).
Ha collaborato con riviste di settore, con i quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", il settimanale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente con altri quotidiani ("Il Manifesto", "Gli Altri") e periodici; ha contribuito alla redazione della prima rivista via fax di Arte ("Artel") e di Architettura ("Architel") negli anni Novanta e scrive regolarmente di arti visive e cultura, collaborando con vari webmagazine e piattaforme culturali.
Ha ideato e curato la prima edizione del Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell'ambito di MurgiAMO (2014), connettendo arti visive, eccellenze produttive e territorio; ha collaborato con Roma Design Lab 2014, piattaforma tra istituzioni e privati dedicata al Design, all'Architettura, alla Creatività e alla rigenerazione urbana.
E' stato membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano (attualmente in rimodulazione) e Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici (2017 e 2018). Nel 2019 ha inaugurato la sala espositiva della stazione RFI Napoli Afragola firmata dall’archistar Zaha Hadid curandovi una prima mostra che ha ufficialmente aperto la sala all’arte contemporanea. Art Curator e Consulente presso lo spazio polifunzionale, eventi e gallery Howtan Space, Roma.
Ha curato una serie di Conversazioni ad Arte in Teatro, sotto l’egida di “artapartofcilt(ure)” e un video su Arte e Cibo per la Fiesa edit.; ha organizzato e partecipato a Convegni, giornate di Studio, Festival etc. come curatrice e come relatrice: la più recente partecipazione è al Festival delle Emozioni di Terracina, LT (estate 2020).

Durante l’emergenza Coronavirus ha cofondazione di AntiVirus Gallery, un archivio fotografico e laboratorio di idee e di progetti afferente al rapporto tra Territorio e Fotografia dal respiro internazionale e in continuo aggiornamento.

Cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

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