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Il Tempo storico e quello sacro. L’infinito nella ricerca di Andrea Bianconi

di Barbara Martusciello

Avevamo lasciato Andrea Bianconi (Arzignano, Vicenza, 1974), un paio di anni fa con il suo ironico, poetico e sagace Manuale per esercitare la propria stupidità, libello-opera  (a cura di Luca Fiore ed editato da Skira) in cui il suo segno grafico e le immagini giocavano con la scrittura e il senso dell’assurdo in maniera quasi surreale e certamente essenziale e lucida; stessa essenzialità e lucidità nel segno e nelle immagini ma qui educati all’interno di un luogo intimo e sacro come una Chiesa (di Santa Marta a Magnano, Biella) e orientati verso un’indagine sul Tempo.

In questo contesto, non è solo quello reale e quello percepito ma anche quello inteso come eterno, spirituale: “quello infinito legato alla convinzione che la vita abbia una proiezione nell’eternità”, che si accorda, sembrerebbe, a “quello circoscritto, scandito per secoli dal suono delle campane, al passare di ogni ora.

Altra cosa, quindi rispetto al Tempo storico.

L’ambientazione è tutta portata a tale riflessione.

Ci sono, dietro l’altare, a omaggiare la Madonna nel quadro devozionale del pittore di origine fiamminga Jean Claret  (si tratta più precisamente della Madonna Incoronata dalla Trinità con i Santi Simone, Francesco e Domenico, sul muro dell’abside, studiata, restaurata e ricollocata al suo posto nel 2023), due tele con fiori disegnati a inchiostro: indicano che siamo nel territorio del sacro; e c’è una grande freccia luminosa che, posizionata sotto la cupola e orientata fisicamente e simbolicamente verso l’alto, segnala “esplicitamente l’aspirazione a un infinito”.

Nelle grandi opere, pure luminose, ci sono numeri apparentemente a casaccio che altro non sono che ore – nelle lastre forate montate a guisa di reliquiario – e  date – dipinte/disegnate nelle grandi tele – randomicamente composte nell’intera sequenza dallo zero al 2024: “per rappresentare la non linearità del tempo storico (…) e (…) un’idea magmatica del tempo”. 

Lo aveva capito Giacomo Leopardi, che, nell’Ottocento, con il suo, di Infinito, percepisce liricamente e quasi empaticamente, il senso dell’eternità, dello spazio, del silenzio e del trascorrere del tempo in antitesi con il caotico turbinio della quotidianità la finitezza dell’essere umano e della sua vita.

Una cesura per Leopardi dolorosa, per Andrea Bianconi si direbbe risolvibile attraverso la sollecitazione e il confronto continuo con lo spettatore / fruitore che rende più attivo attraverso espedienti di varia natura: qui insieme meditativi e ludici (si veda la performance del 21 giugno in cui egli, al microfono, ha letto ininterrottamente tutti gli anni dallo 0 al 2024).

Info mostra 0-24 | Andrea Bianconi

  • Chiesa di Santa Marta, Magnano (BI)
  • Fino al 14 luglio 2024
  • Con il Patrocinio del Comune di Magnano (Biella)
  • Con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella
immagine per barbara martusciello
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Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

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