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Diego Gualandris. Pittura in forma di floralia e florilegi.

Diego Gualandris (Bergamo, 1993; vive e lavora a Roma), alla galleria ADA con la personale titolata Floralia (sino al 24 maggio 2026), nel suo fantasioso e bellissimo testo-racconto connesso alla mostra, parla in prima persona di Natura, di essere egli stesso Natura: in qualche altra forma.

In fondo, secondo un certo sentire spirituale, siamo stati o saremo, ognuno di noi (forse), energia cosmica e quindi parte di un tutto e di un ovunque naturale, se non universale che può configurarsi in tante altre entità viventi: non solo quelle umane, dunque.

Allora, perché escludere di aver vissuto o poter esistere come erba, fiori, polline, insetti e così via? O più semplicemente attivare empatia e immaginazione per immedesimarsi e fantasticare di esserlo?

Questo mondo idilliaco e incantato, con qualche incrinatura, parrebbe far parte della sua pittura: di Diego Gualandris.

Si tratta certamente di una festa cromatica e di forme su quadro fatta catturando e rimandando la luce spesso attraverso tinte vivide e puntini postimpressionisticamente affiancati (ma anche richiamando la tecnica dei Macchiaioli) stratificando poi ogni intervento pittorico.

V’è più che un accenno di realismo ma… caricato a pallettoni sino a trasformarsi in surrealtà fiabesca, talvolta con qualcosa di inquietante nel sottotesto visivo. Nelle scene c’è un florilegio di flora estremizzata, strane escrescenze cellulari, o spore, esseri ed esserini biomorfi che si confondono con la botanica.

immagine per Diego Gualandris, Floralia. Courtesy of ADA, Rome. Photo by Roberto Apa
Diego Gualandris, Floralia. Courtesy of ADA, Rome. Photo by Roberto Apa

E questa indicata festa è messa su anche grazie al metodo usato per dipingere, basato pure su ossidazioni e trattazioni particolari dei colori ad olio e differenti attrezzi e materiali per stenderli (o imporli) sulla superficie.

Ne deriva un brulichio immaginifico e policromo che, insieme alle conformazioni emergenti, dà un effetto metamorfico dinamico.

La Natura, del resto, lo è; lo è la Vita e il suo ciclo biologico e anche quello inteso nella sua possibilità trascendente.

Ma anche solo restando in un discorso afferente allo specifico linguistico, quello dell’Arte, ebbene: da queste opere in mostra, da tutto il lavoro di Gualandris e da questo suo processo esecutivo e poetico deriva un’esplosione vitale e una forza trasfigurativa che palesano oltre a un’indubbia (pur strana) bellezza, la vitalità della Pittura e dei suoi postulati.

 

immagine per barbara martusciello
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Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

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