The Quake – Il terremoto del secolo. Disaster Movie liberamente ispirato a una storia vera

“Hollywood non ha nulla da insegnare agli scandinavi quando si parla di disaster movie emozionanti. […] The Quake suscita emozioni intense” (Frank Scheck su “The Hollywood Reporter”).

Lo constaterete anche voi nelle sale italiane – da giovedì 8 agosto 2019 – in The Quake – Il terremoto del secolo, diretto da John Andreas Andersen e ispirato al terremoto che ha colpito Oslo nel 1904. E’ dunque, un nuovo disaster movie con molta, moltissima realtà dentro.

immagine per the quake il terremoto del secolo

Sequel ideale del claustrofobico The Wave di Roar Uthaug del 2015 – toni nebbiosi, sprazzi chiaroscurali da brivido, la catastrofe e poi l’acqua che sale e intrappola, la corsa per la vita etc. –, questo The Quake è un action thriller emozionante, a tratti spaventoso, che mette ancora una volta al centro la brutale e mortale forza della natura, che si ribella allo scriteriato supersviluppo umano. 

Mai come in questi tempi di emergenza climatica un simile film, che emoziona, scuote, intrattiene, può indicarci il vero pericolo del nostro secolo, la minaccia sul futuro e la necessità di intervenire globalmente, prima che sia troppo tardi… Lo fa combinando gli elementi più adrenalinici del movie di genere con la progettazione e produzione cinematografica tipicamente norvegese: atmosfere cupe, toni nebbiosi anche qui, con una dominante cromatica fredda – azzurrina, bluastra, grigia, argentea… -, e la suspance, che non porta mai con sè un bagaglio prevedibile; inoltre: muscolarità e parossismo hollywoodiani tenuti a bada… Insomma, con una narrazione e uno stile visivo tipicamente nordici.

Il un mix degli elementi cinematografici è mescolato ad arte e garantisce un tempo di visione godibile, disimpegnata ma con un sottotesto meno leggero.

La storia, in estrema sintesi, è sempre simile: un geologo, Kristian Elkjord, è un uomo la cui vita privata è appesa a un filo perché l’ossessione verso il suo lavoro lo ha portato a separarsi dalla moglie Idun (Ane Dahl Torp) e a trascurare i due figli, lo studente universitario Sondre (Jonas Hoff Oftebro) e la piccola Julia (Edith Haagenrud-Sande). Ma è una persona di grande esperienza, con una sua centralità umana: il suo intuito di studioso sul campo lo porta a scoprire che Oslo è minacciata da un catastrofico terremoto, abbastanza potente da distruggere l’intera città. Convincere di questo le persone che gli stanno intorno sarà un’impresa difficile, ma non abbastanza da scoraggiarlo a tentare di salvare la sua famiglia intrappolata in uno dei grattacieli più alti di Oslo, duramente colpito dallo sciame sismico che violentemente sta demolendo ogni cosa.

La vera trama è la sopravvivenza e, arricchita di azione ed effetti speciali mozzafiato, è di fatto un racconto umano fatto di coraggio e altruismo, che pone lo spettatore di fronte a una serie di domande spaventosamente attuali: quando e dove un terremoto può scatenare la sua energia? Si può realmente predire un terremoto? È colpa dell’uomo o della natura?

Il film vede riuniti sul grande schermo gli attori Kristoffer Joner, Ane Dahl Torp, Jonas Hoff Oftebro e Edith Haagenrud-Sande, già protagonisti di The Wave, affiancati questa volta dalla new entry Kathrine Thorborg Johansen.

“L’inizio del sisma stesso è sicuramente tra le migliori sequenze d’azione e suspense dell’anno”
(Dennis Harvey su “Variety”).

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Barbara Martusciello

Barbara Martusciello

Barbara Martusciello è Storico e Critico d’arte, curatore di mostre, organizzatrice di eventi culturali e docente. Ha collaborato con riviste di settore, con i quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", il settimanale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente con altri quotidiani ("Il Manifesto", "Gli Altri") e periodici ("Time Out" - Italia"); è stata parte attiva nel progetto che ha dato vita, a metà anni '90, della prima rivista via fax di Arte ("Artel") e di Architettura ("Architel") e scrive regolarmente di Arti visive e cultura. Ha avuto la direzione artistica di spazi privati e gallerie; ha curato centinaia di cataloghi e di mostre in spazi pubblici e privati, attività che svolge tutt’ora. Docente di Storia dell’Arte e di Storia della Fotografia in diversi Istituti Superiori, è stata titolare di moduli didattici di Storia delle Arti Visive (Scuola Romana di Fotografia; Istituto Superiore di Fotografia e Comuniczione Integrata; Università del Design Istituto Quasar; etc.). E' stata ed è divulgatrice anche attraverso Master (Istituto Europo del Designa; Università Europea), Giornate di Studio (Università di Roma La Sapienza; Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma) e convegni, seminari, workshop, conversazioni. Tra questi: per Zetema Progetto Cultura con Roma Capitale nell’ambito di Racconti di Storia dell'Arte; per il FAI nell’ambito di Visti da Vicino; per la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma nell'ambito di L'artista, L'Opera, Il Museo; per Roma Design Lab (Creatività e Rigenerazione urbana: scenari nazionali e internazionali, casi di studio - Riconoscimento 3 C. F. dall'Ordine degli Architetti di Roma). Ha scritto alcuni libri e suoi saggi sono nei più recenti volumi "Le grandi pittrici nei secoli d’oro dell’arte – Un affascinante viaggio attraverso tre secoli di pittura al femminile" Keidos, Roma, 2018; "Guerra e Architettura" di Lebbeus Wood e "Ricostruire la moda italiana" di Nicola White (entrambi di Deleyva edit.); suoi testi critici aprono i libri fotografici "Sogni d'Acqua. Lungo il Mekong", Electa-Mondadori ediz., 2014 e “Finding Homer”, PostCart 2015. Ha ideato e curato la prima edizione del Concorso e della Residenza fotografica in Murgia nell'ambito di MurgiAMO (2014) e ha collaborato con Roma Design Lab 2014, piattaforma tra istituzioni e privati dedicata al Design, all'Architettura, alla Creatività e alla rigenerazione urbana: per entrambe, art a part of cult(ure) è stata Mediapartner. Ha collaborato e collabora con vari webmagazine e piattaforme culturali (MyWhere; Rotarian Gourmet; Roma on the Road), cura attività didattiche e culturali all’interno di artapartEvents. Membro della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per conto della Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano, ora in rimodulazione, ha avuto incarico nel MUSAP-Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara) per cui ha seguito l'area dell'Arte Visiva Contemporanea e ha curato mostre tra cui "Arazzeria Pennese-La contemporaneità del basso liccio", con importanti artisti contemporanei, MACRO, Roma, 2017. Responsabile del settore Arti Visive allo spazio polifunzionale e StartUp Howtan Space Roma per il quale cura serie di mostre fotografiche, ha recentemente curato una prima mostra con cui ha inaugurato per la prima volta in assoluto la sala espositiva della magnifica Stazione FI Napoli Afragola di Zaha Hadid.
E' Cofondatrice e Editor-in-Chief del webmagazine "artapartofcult(ure)"

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