L’Arte, come ben sappiamo, non ha messaggi da dare ma, in quanto linguaggio visivo peculiare, riesce in ogni caso, anche solo accidentalmente, a dire tutto meglio: diversamente, soggettivamente, simbolicamente. È questo il caso di un’iniziativa il cui risultato è accolto temporaneamente nel Parco della Mole Adriana, meglio noto come Giardini di Castel Sant’Angelo a Roma. In corso fino al 2 novembre, ManiGreen è una mostra a cielo aperto nell’ambito di una kermesse dedicata all’ambiente e all’innovazione e promossa da 2050 To People, organizzazione no-profit che condividere contenuti sociali e culturali rivolti a un pubblico di tutte le età, riconoscendo che il progresso deve essere sostenibile, inclusivo ed etico.
Il progetto è connesso al Giubileo del Mondo Educativo, uno degli eventi principali dell’Anno Santo 2025 e, attraverso arte, educazione, partecipazione attiva e sapere condiviso, contribuisce a sensibilizzare alla cura – termine e concetto cari a Papa Leone XIV – del nostro Pianeta e a costruire una società giusta e rispettosa dell’ecosistema.
La mostra si basa sulla relazione morale tra Arte e Natura con lo sguardo al futuro, ovvero riflettendo sul progresso e tutte le questioni aperte e gravemente negative che ha comportato il non considerare le conseguenze, le ricadute e le filiere dannose nell’avanzamento di tale sviluppo, anche tecnologico.
E poiché in ogni riflessione di questo tipo subentra anche quella della contrapposizione, e del suo contrario ovvero della possibile unione tra i poli opposti, non poteva mancare l’arte di Michelangelo Pistoletto – anche candidato al Premio Nobel per la Pace 2025 – e del suo Terzo Paradiso nei suoi vari adattamenti site specific a far da collante e spinta per ulteriori creazioni e ragionamenti.

Anche questa versione dell’installazione, qui appositamente composta di abiti di riciclo (grazie alla sinergia con UNIRAU – Unione Imprese Raccolta Riuso e Riciclo Abbigliamento Usato aderente ad AssoAmbiente – nasce , come ha spiegato più volte l’artista di Biella, “per ispirare una trasformazione della società, riassumendo in un unico segno – due cerchi esterni, un cerchio centrale – la complessità dell’esistente”, proprio “dall’unione tra i poli opposti della natura e dell’artificio” nasce “uno spazio liminale carico di potenzialità, generatore di rinascita.”
Ecco: “Il Terzo Paradiso vuole sottolineare il nesso tra il cielo e la terra e le sue biodiversità, così come il senso della misura, della proporzione, dell’armonia, da applicare non solo in termini quantitativi ma anche qualitativi ed etici. Il Terzo Paradiso significa il passaggio ad un nuovo livello di civiltà planetaria, indispensabile per assicurare al genere umano la propria sopravvivenza.”.
Più specificamente, in questo ulteriore adattamento di Terzo Paradiso sono stati trasformati i giardini della Mole Adriana – prosegue Pistoletto – “in un segno di responsabilità condivisa: un’opera collettiva che trasforma il riciclo in creazione e la bellezza in responsabilità. L’arte diventa così strumento di pace e rinascita per l’umanità.” dichiara Michelangelo Pistoletto.
Se poi a questo molto specifico connubio tra etica ed estetica è strettamente affiancato un lavoro laboratoriale e creativo con alcune Scuole elementari romane, con più di 1100 alunni partecipanti, il grado di importanza di questo evento è presto chiarito.
Con la collaborazione di più realtà, a partire da alcune Accademie di Belle Arti e dei loro insegnati, sono stati quindi coinvolti maestri generosi delle primarie che hanno sollecitato e seguito i piccoli creativi nell’esprimersi sul vasto tema in oggetto.
Ne sono derivati disegni, pitture, collage e tecniche miste straordinari, soprattutto se pensiamo all’invasione mediale di immagini preconfezionate e al dominio degli schermi – cellulare, Social etc. – che stanno addormentando la fantasia e l’inventiva iniziando dai giovani.

Favorire l’immaginazione creativa manuale e aprire alla bellezza focalizzandole su materie quali quelle ecologiche e a valori sociali e culturali con una prospettiva sull’avvenire, significa mettere a dimora semi preziosi che sicuramente germoglieranno. La consapevolezza, la sensibilità e nuove pratiche virtuose possono fiorire proprio da loro: i bambini di oggi come adulti di domani.
Più di un migliaio di disegni meravigliosamente variopinti, con frasi, figurazioni, pensieri profondi nella loro semplicità ma efficacia, sono stati quindi scansionati, eco-plastificati e allestiti a vista su apposite strutture intorno agli alberi dei viali del vasto Giardino.
Trespoli come incannucciate di legno su cui sono tesi fili colorati come reti pregiate, arricchite da piccole decorazioni all’uncinetto – semplici fiori, inserti che celebrano non coprono, realizzati dalle Uncinettine dell’Associazione Atessa XXI Secolo e dagli ospiti della casa di riposo abruzzese R.P. Francesco e Lorenzo – reggono queste opere dell’ingegno infantile. Senza divisioni tra classi e scuole, stimolando una sorta di caccia al tesoro per i partecipanti, donano al pubblico una visione d’insieme piacevolissima e di fiducia.
Ci spiega con entusiasmo Erica Zmitrovitch, co-fondatrice di 2050 To People:
“ManiGreen nasce dalla convinzione che l’arte, radicata nella comunità e condivisa tra generazioni, possa coltivare un futuro più consapevole, inclusivo e sostenibile, a partire dalle voci più giovani e rendendo omaggio a chi ha già tracciato il cammino”.
Ha arricchito e arricchisce la mostra una serie di incontri, workshop e altre iniziative, come il panel Arte, Ambiente, Algoritmi: il mondo di domani, dedicato agli studenti delle Scuole Superiori; i Laboratori STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria, Matematica) tra i quali il progetto Il Cielo Itinerante promosso dall’Associazione fondata da Ersilia Vaudo, Alessia Mosca, Giovanna Dell’Erba; il laboratorio tattile della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi ONLUS; il workshop con AS Roma Ciclismo e la startup ReMoove dal titolo Mobilità inclusiva su due (o tre) ruote; l’installazione di libri e albi illustrati; il laboratorio sulla transizione energetica sostenibile con esperti del settore per l’utilizzo del sole; il laboratorio botanico che si conclude con un momento di disegno dal vero realizzato insieme a un’artista; il laboratorio Architettura sostenibile per Bambini e Bambine; performance e l’installazione di sculture temporanee realizzate da ragazzi in collaborazione con diversi artisti sui temi dei 17 SDG, ovvero gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile stabiliti dall’Onu.
L’approccio è, chiarisce ancora Erica Zmitrovitch, “olistico e inclusivo” che permetta lo sviluppo di “un senso di responsabilità condivisa per il futuro del nostro pianeta”.
È anche per questo che è considerato un altro passo concreto nel progetto: l’appoggio al Progetto di riqualificazione del Parco della Mole Adriana, voluto dal Comune di Roma, dall’Assessorato all’Ambiente, attraverso il Dipartimento Tutela Ambientale, con gli interventi di piantumazione di 90 nuovi alberi nel Parco, del rinnovo delle aree prative, della riqualificazione degli elementi architettonici e monumentali, della riprogettazione dell’area giochi e della riconfigurazione dell’Anfiteatro, uno dei luoghi più suggestivi del Parco.
ManiGreen è come un conglomerato di semenze che sbocceranno e porteranno ulteriori ramificazioni con un sempre attento riguardo intergenerazionale e la speranza che si crei cittadinanza attiva per riprogettare meglio il domani. Attendiamo, pertanto, successive irradiazioni di un progetto articolato che contribuisca a fare – olivettianamente – comunità.
- ManiGreen si è avvalsa
- della collaborazione dell’University of Arkansas Rome Program;
- del Patrocinio di Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede Commissione Europea Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti.
- Sponsor: di Enel, Blu Banca BPLazio, Oracle Academy, University of Arkansas Rome Program, Unirau, De Vellis, ReMoove
- Informazioni di Servizio Parco di Castel Sant’Angelo, Mausoleo di Adriano Lungotevere Castello
- 2050 To People: info@2050topeople.org
- Ufficio Stampa: Studio Martinotti
Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.






















Una risposta
Una bellissima iniziativa che ci fa sperare in un mondo migliore. L’articolo evidenzia con efficacia tutte le caratteristiche dell’evento che, a mio avviso, costituisce un bell’esempio da seguire.