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Arte compressa #19 – In caso di dubbio chiamate Myriam Laplante

di Barbara Martusciello

Le nostre convinzioni sono incontestabili?
La nostra percezione delle cose è veramente oggettiva?
Abbiamo paura di ribaltare i nostri principi per vedere ciò che si nasconde dietro?

Anche queste sono le domande che l’Arte ingenera o facilita nelle persone di buona volontà e che anche l’installazione/performance di Myriam Laplante, in particolare, stimola, cercando – forse – di dare ad esse qualche risposta: non omologata, come si conviene a un’artista incondizionata davvero, una guerriera, un’originale mente creativa e pensante. Capace, da sempre, di irridere il mondo, le sue convenzioni e convinzioni, con funambolica, fertile immaginazione, da Alice’s Adventures in Wonderland dal carattere Punk che, da sempre – io la conosco dagli Anni ’90, avendoci collaborato ai miei esordi, e troppo poco! -, con le sue oper(e)azioni sapientemente mescola tra loro lirismo e sarcasmo, animo e linguaggio poetici e perturbanti. Niente male, per una canadese italianizzata e di stanza a Bevagna, coerente, risoluta e indipendente.

Myriam Laplante, Courtesy COLLI independent art gallery
Myriam Laplante, Courtesy COLLI independent art gallery

Sabato 15 ottobre alle ore 18,00 Colli independent art gallery presenta in caso di dubbio che è, appunto, l’installazione della Laplante: “un salottino”, dove la nostra “legge un libro, tranquillamente seduta su una poltrona. Unica anomalia, pavimento e parete sono invertiti. L’ordine delle cose sarà sconvolto e il ruolo degli oggetti sarà sovvertito”. Non solo: tutto derive dell’iniziale performance tableau vivant – il cui video si può fruire in galleria –  dove la composizione rovesciata è uno spazio del dubbio suggerito da un interno domestico, una fotografia e un libro da leggere”; una scritta – a study of the phenomenology of doubt in the post-material universe of contemporary performance art through a study of… – corre circolarmente lungo un perimetro immaginario, a sottolineare “il dubbio nell’universo post-materiale della performance art contemporanea”.

Accompagna questa stratificata fatica un libro-oggetto d’autore – usato in questo intervento di Laplante  – a tiratura limitata.

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Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

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