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Allegoria della Città di Parma acquisita ed esposta al Complesso Monumentale della Pilotta.

di Barbara Martusciello

Una piccola ma preziosa Allegoria della Città di Parma presentata alla Vergine (più precisamente: Il vescovo san Bernardo degli Uberti presenta la città di Parma alla Madonna con bambino, tra beato Bernardino da Feltre, santa Caterina d’Alessandria, santa Elisabetta, san Sebastiano, san Rocco e san Giuseppe) dell’artista Giorgio Gandini del Grano (Parma, 1500? – maggio 1538) è entrata nelle collezioni del Complesso Monumentale della Pilotta.

Dell’autore non si hanno molte notizie certe ma sicuramente è stato attivo a Parma nel quarto decennio del ‘500 e pur se di lui non c’è un’ampia produzione, risulta un pittore rilevante: il suo stile risente di quello del grande Correggio (Antonio Allegri) e per tale vicinanza si è ipotizzato un alunnato del Gandini del Grano dal maestro del Rinascimento italiano, ipotesi che però non trova fondamento, ad oggi, in alcuna documentazione.

immagine per Giorgio Gandini del Grano, L'Allegoria della città di Parma
Giorgio Gandini del Grano, L’Allegoria della città di Parma

Resta evidente l’adesione del più giovane al gusto del più famoso, come è palesato da questa bella Vergine oggetto di questo focus ed esposta da protagonista, insieme a una sua antica copia (donata da Carlo Orsi), nella mostra-dossier in corso dal 7 dicembre 2024 al 29 gennaio 2025 e strutturata come un ideale dialogo con altri tre dipinti dell’artista esposti nell’ala del Manierismo della Galleria Nazionale.

La tavola dipinta è databile intorno al 1530-35 ed è stata acquistata grazie ai fondi della Direzione Generale Musei dalla Galleria Carlo Orsi di Milano; l’opera è stata creata, come specifica Massimo Osanna, direttore generale dei Musei, “in una fase aurea dell’arte parmigiana, da parte di Gandini, un petit-maître che merita sicuramente una rinnovata considerazione negli studi soprattutto per il ruolo ricoperto nell’ambito delle vicende artistiche cinquecentesche del territorio”.

La  fine metafora nella composizione vede la città, rappresentata dalla figura femminile inginocchiata, con ai piedi lo scudo e le armi, “raccolta simbolicamente in un vasto abbraccio”, come dettaglia Stefano L’Occaso, direttore del Complesso monumentale della Pilotta; ed è rappresentata mentre è introdotta alla Vergine con il Bambino dai due protettori della città, Sant’Ilario, il vescovo con il pastorale, e San Tommaso, di spalle e pure inginocchiato.

A destra, sempre in basso a inginocchiato, campeggia il beato Bernardino da Feltre con lo stemma del Monte di Pietà; più in alto, da sinistra, c’è san Rocco, con la sua conchiglia del pellegrino, santa Elisabetta con san Giovanni Battista bambino, una testa velata di bianco che rappresenta l’Università di Parma, santa Caterina d’Alessandria e, più in alto ancora, l’iconico san Sebastiano con le frecce in mano.

Ci dicono dalla Pilotta: “Il lavoro rappresenta forse l’apice della produzione del pittore (…) considerato insieme a Francesco Maria Rondani e Michelangelo Anselmi tra i protagonisti della cosiddetta Scuola di Parma, ovvero quei pittori ritenuti seguaci di Correggio e di Parmigianino”.

In particolare, il Gandini del Grano “della dinamicità e delle scene affollate ha fatto la propria cifra distintiva”.

 

immagine per barbara martusciello
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Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

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