ultimi articoli dell'autore

Philippe Parreno esordisce nel Cinema di finzione. Riverrun. Un trip della conoscenza di sé.

di Barbara Martusciello

Philippe Parreno (1964 a Grenoble, Francia) è uno degli artisti più influenti della sua generazione.

Si è affermato negli anni Novanta ridefinendo radicalmente il significato dell’esperienza artistica e trasformando le dinamiche espositive in un processo situazionale in cui le nozioni e percezioni di tempo e durata si espandono e trasmuta la relazione dei fruitori con gli ambienti.

immagine per Philippe Parreno photography by Brigitte Lacombe
Philippe Parreno photography by Brigitte Lacombe

Le sue opere, tra installazioni, video, performance, pitture, disegni e testi, sono state esposte e fanno parte delle collezioni di alcuni dei musei e delle fondazioni più prestigiosi al mondo.

Ebbene, questo artista si è cimentato anche nella narrazione filmica con il suo primo lungometraggio di costruzione e finzione: Riverrun, da lui scritto e diretto, con un cast internazionale guidato dall’ormai iconica Charlotte Gainsbourg, insieme a Zoe Saldaña, Vicky Krieps e Ángela Molina. Una scelta e un focus molto al femminile.

immagine per Riverrun Parreno Festa Cinema
Riverrun (2026), directed by Philippe Parreno, © 100 Questions Productions LLC
immagine per Riverrun Photogramme (2026) directed by Philippe Parreno © 100 Questions Productions LLC
Riverrun Photogramme (2026) directed by Philippe Parreno © 100 Questions Productions LLC

È arrivato in anteprima mondiale a questa 21ª edizione del Festival del Cinema di Roma (sezione Freestyle), ma dovremo attendere la primavera del 2027 per vederlo nella sale italiane (distribuito da Filmclub Distribuzione e Minerva Pictures). Programmazione di nicchia, probabilmente, ma personalmente la spero più ampia e la indico consigliatissima.

Il lemma Riverrun, richiama evidentemente la celebre parola mista (“riverrun, past Eve and Adam’s…”), con cui si apre il romanzo Finnegans Wake di James Joyce e può essere tradotto come “il fiume scorre” o “scorrimento del fiume”, è quindi un viaggio. Di che tipo?

Intenso e visionario, con evidente caratterizzazione metaforica e immaginifica. Ma mette in campo in ogni caso una storia. Infatti, è quella di un’esplorazione della fragilità del corpo e dell’identità, della trasformazione e della ricerca di sé: nella realtà è un’impresa difficile, coraggiosa e indispensabile che oggi più che mai dovremmo tentare tutti (meglio sarebbe usare il vocabolo neutro, onnicomprensivo).

Qui, nel racconto filmico, “si fa ritratto che si trasforma in paesaggio” (e non a caso: Parreno, nel suo lungo lavoro, accanto a una forte attenzione alle nuove tecnologie ha quella ecologica).

Ciò fa evidentemente riconoscere, fotogramma dopo fotogramma (con la splendida fotografia di Maceo Bishop), proprio l’investigazione più generale dell’artista Parreno che, come premesso, porta nell’arte una possibilità experiential.

In sintesi, la trama (ma non fossilizziamoci, in questo film ci si dovrà lasciare andare alle atmosfere, alle seduzioni, alle visioni):

“Lucy H. è sopraffatta da ciò che sta vivendo; la sua psichiatra, la dottoressa Cruz, la invia in una clinica isolata in Spagna per un periodo di osservazione. Un incontro fortuito con Tony sconvolge la percezione che Lucy ha di sé”.

Ed è presto detto: tutto della concretezza degli accadimenti muta di senso e la conduce in un percorso che va oltre l’iter terapeutico per dirottare verso più accidentate e necessarie dimensioni dell’esistenza a lei sconosciute prima.

In fondo, non è anche questo che l’Arte mette in atto? Ovvero, una capacità di “captare weak signals” (come lo stesso Parreno affermato più volte) e quindi una nuova prospettiva da cui guardare e comprendere la realtà, sia esterna che interna (e cosmica, talvolta) che permette di guardare lontano, più lontano?

Questo tragitto interiore e visivo è accompagnato dalle fondamentali musiche originali di collaboratori storici di Parreno, gli Invisible Mountain (Nicolas Becker e LEXX).

Informazioni

  • Riverrun è una produzione di Felix Culpa, Anna Lena Films, MDAC Productions, LEAF Films, ProdCoe Angel Archer.
  • Prodotto da Anna Lena Vaney, Sacha Ben Harroche, Martine d’Anglejan-Chatillon, Marco Perego, Zico Judge, Philippe Parreno.
  • In collaborazione con LUMA Projects, The Island Art Studios, Eolo Film Productions, LB Entertainment, Longfield Productions e Out of Order.
  • Coproduttori: Film I Väst, Snowglobe Films e Radiance Pictures.
  • Vendite internazionali Goodfellas.
  • Ufficio stampa Roma Lara Facco P&C
immagine per barbara martusciello
+ ARTICOLI

Con una Laurea in Storia dell'Arte, è Storica e Critica d’arte, curatrice di mostre, organizzatrice di eventi culturali, docente e professionista di settore con una spiccata propensione alla divulgazione tramite convegni, giornate di studio, master, articoli, mostre e Residenze, programmi culturali, l’insegnamento, video online e attraverso la presenza attiva su più media e i Social.
Ha scritto sui quotidiani "Paese Sera", "Liberazione", sul settimanale culturale "Liberazione della Domenica", più saltuariamente su altri quotidiani nonchè su periodici e webmagazine
Ha curato centinaia di mostre in musei, gallerie e spazi alternativi, redatto innumerevoli cataloghi d’arte e scritto saggi in altri libri e pubblicazioni: tutte attività che svolge tutt’ora. Ha fatto parte della Commissione DIVAG-Divulgazione e Valorizzazione Arte Giovane per Soprintendenza Speciale PSAE e Polo Museale Romano e è stata Art Curator dell'area dell'Arte Visiva Contemporanea presso il MUSAP - Museo e Fondazione Arazzeria di Penne (Pescara), per il quale ha curato alcune mostre al MACRO Roma e in altri spazi pubblici.
E' Presidente del CoAC_Commissione Arte e Cultura della nota fondazione no profit Retake Roma.
È cofondatrice di "art a part of cult(ure)” di cui è anche Caporedattore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *